Infermeria scolastica, aggiornamento di Febbraio 2012

Localizzazione del Dispensario medico della Scuola Saint Jean Baptiste, Nanoro

Sono decisamente buone notizie quelle che vogliamo condividere con tutti quelli che nella nostra attività hanno creduto e ci sostengono. Con i contributi importanti del caro amico Vittorio Nicolai, il Lions club Vittoria Alata di Brescia e il gruppo motociclistico di Saluzzo, abbiamo raggiunto il budget necessario per costruire l’infermeria scolastica di cui nei post precedenti si è già parlato. Se tutto andrà per il verso giusto, i lavori dovrebbero iniziare già nel mese di Marzo. Con tutta probabilità io, Francesco, andrò in Burkina Faso la seconda settimana del prossimo mese per seguire da vicino l’apertura del cantiere. Dovrei restare abbastanza a lungo per vederne la conclusione o quasi, che secondo le stime, dovrebbe avvenire nel giro di un paio di mesi. Il condizionale è d’obbligo, ma se non ci saranno intoppi, per l’arrivo della stagione delle piogge estive, l’infermeria sarà completata.

Progetto Dispensario Medico Saint JEan Baptiste, NanoroLocalizzazione del Dispensario medico della Scuola Saint Jean Baptiste, Nanoro

Vogliamo ringraziare tutti i sostenitori di questo progetto e delle altre attività che svolgiamo per la fiducia che ripongono in noi con la promessa di fare tutto quanto in nostro potere per continuare a meritarla.

 

Un grazie di cuore a tutti e un saluto particolare a Vittorio, ti rimetterai presto.

Disinfettante allo Jodio colloidale (Povidone)

L’anno scorso rispondendo ad un suggerimento del Dottor Capponi abbiamo portato con noi a Nanoro 1Kg di disinfettante concentrato in polvere ed altri prodotti chimici con i quali abbiamo potuto produrre IN LOCO circa 10 Litri di disinfettante per Sala operatoria. Se si considera che normalmente un flacone da 200ml di disinfettante pronto, costa in media 3€ non è difficile comprendere l’utilità di questa semplice operazione. Nel nostro prossimo viaggio cercheremo di portarne un po di più.

Con il prodotto in polvere è anche possibile produrre pomata per disinfettare piccole ferite, siamo riusciti a farne qualche chilo e l’abbiamo data alle scuole per gli usi quotidiani. in questo modo contiamo di favorire anche un po’ di educazione sanitaria. Non ci è sembrato possibile vedere come ferite da niente, non disinfettate potessero trasformarsi in devastanti piaghe e in amputazioni.

Io ritorno a casa

Il giorno 27 di dicembre 2008, Fatimatà e Suor Felicité si sono imbarcate all’aeroporto di Venezia per tornare in Burkina Faso. Grazie alla dieta natalizia, Fatimatà si porterà a casa qualche chiletto in più che non guasta mai. Dal canto nostro non possiamo che combattere la nostalgia con la gioia leggibile sui suoi occhi. Fatimatà torna a casa felice di essere guarita, felice di rivedere la sua mamma e forse anche felice di lasciare il freddo inverno bresciano.

Fatimatà torna a casa!
Fatimatà torna a casa!

Per quanto mi riguarda se gli impegni di lavoro me lo permetteranno ho in programma di partire per il Burkina Faso a marzo.

Per ora, in bocca al lupo Fatì!!

Giovedì 4 Dicembre 2008

Ore 7:30, preparazione all’intervento e trasferimento al Blocco Operatorio. Ore 21:00 circa, fine intervento e trasferimento in Rianimazione Post-operatoria. Fatimatà ha resistito brillantemente, è stata Bravissima! Altrettanto lo sono stati i neurochirurghi, l’anestesista ed il personale tutto di sala operatoria.

Domani si entra…

Si! Domani pomeriggio finalmente Fatimatà entrerà in ospedale. E’ per tutti un’ottima notizia. A casa fino ad ora siamo riusciti a darle tutta l’assistenza necessaria ma si tratta pur sempre di un’attesa tanto più dura quanto più evidenti sono i segnali della sua sofferenza. Fatimatà trascorre gran parte del suo tempo a letto, dormendo o cercando di dormire, non risponde volentieri agli stimoli e la compagnia, anche quella degli altri bambini pare più un peso che un piacere. Spesso fatica a finire il pasto, mostrando una chiara volontà di sdraiarsi. La luce la disturba e il dolore per l’occhio con l’ulcera corneale la obbliga a tenere quasi sempre gli occhi chiusi anche quando mangia e non proferisce parola. Questa sera a cena è andata meglio. Aiutata a mangiare, Fatimatà ha finito tutto il suo piatto, più i mandarini, che le piacciono molto e una mezza fetta di pandoro. Prima di cena ha preso l’antibiotico e un farmaco che aiuta il suo cervello a sopportare la pressione esercitata dal tumore. E’ questa pressione che crea lo stato di torpore doloroso in cui si trova la maggior parte del tempo. Normalmente dopo cena Suor Feicitè la prepara per andare a letto e in ultimo c’è la medicazione dell’occhio sinistro, molto infiammato e gonfio. Se pur imbevuta di unguento, la garza che bisogna applicarle le da molto dolore, rendendo questa operazione abbastanza traumatica. Per tutti. Non è possibile lasciare l’occhio scoperto, tuttavia stavolta abbiamo provato a sostituire la garza con una coppetta di plastica che appoggiando sulla pelle tutta intorno all’orbita non tocca in nessun modo l’occhio. Avevamo provato anche due giorni fa questa soluzione tra l’altro suggeritaci dall’oculista, e tutto sommato ci sembra la soluzione migliore; la protegge bene e non esercita nessuna pressione sulla parte dolorante. Mentre Suor Felicitè la preparava abbiamo notato con piacere che l’occhio destro era aperto e che Fatimatà si guardava tranquillamente intorno senza segni di sofferenza. Anche la risposta agli stimoli era abbastanza buona e siamo riusciti a strapparle un sorriso. Dal momento che sembrava reagire bene, abbiamo provato a mostrarle un pezzetto del film Kiriku, che ha guardato per diverso tempo con attenzione mostrando segni di interesse. Da giovedì a oggi, quello di stasera è stato, senza dubbio il miglior paio d’ore.

Domani a quest’ora sarà in ospedale, l’attesa è finita, iniziamo a guarire.