Domani si entra…

Si! Domani pomeriggio finalmente Fatimatà entrerà in ospedale. E’ per tutti un’ottima notizia. A casa fino ad ora siamo riusciti a darle tutta l’assistenza necessaria ma si tratta pur sempre di un’attesa tanto più dura quanto più evidenti sono i segnali della sua sofferenza. Fatimatà trascorre gran parte del suo tempo a letto, dormendo o cercando di dormire, non risponde volentieri agli stimoli e la compagnia, anche quella degli altri bambini pare più un peso che un piacere. Spesso fatica a finire il pasto, mostrando una chiara volontà di sdraiarsi. La luce la disturba e il dolore per l’occhio con l’ulcera corneale la obbliga a tenere quasi sempre gli occhi chiusi anche quando mangia e non proferisce parola. Questa sera a cena è andata meglio. Aiutata a mangiare, Fatimatà ha finito tutto il suo piatto, più i mandarini, che le piacciono molto e una mezza fetta di pandoro. Prima di cena ha preso l’antibiotico e un farmaco che aiuta il suo cervello a sopportare la pressione esercitata dal tumore. E’ questa pressione che crea lo stato di torpore doloroso in cui si trova la maggior parte del tempo. Normalmente dopo cena Suor Feicitè la prepara per andare a letto e in ultimo c’è la medicazione dell’occhio sinistro, molto infiammato e gonfio. Se pur imbevuta di unguento, la garza che bisogna applicarle le da molto dolore, rendendo questa operazione abbastanza traumatica. Per tutti. Non è possibile lasciare l’occhio scoperto, tuttavia stavolta abbiamo provato a sostituire la garza con una coppetta di plastica che appoggiando sulla pelle tutta intorno all’orbita non tocca in nessun modo l’occhio. Avevamo provato anche due giorni fa questa soluzione tra l’altro suggeritaci dall’oculista, e tutto sommato ci sembra la soluzione migliore; la protegge bene e non esercita nessuna pressione sulla parte dolorante. Mentre Suor Felicitè la preparava abbiamo notato con piacere che l’occhio destro era aperto e che Fatimatà si guardava tranquillamente intorno senza segni di sofferenza. Anche la risposta agli stimoli era abbastanza buona e siamo riusciti a strapparle un sorriso. Dal momento che sembrava reagire bene, abbiamo provato a mostrarle un pezzetto del film Kiriku, che ha guardato per diverso tempo con attenzione mostrando segni di interesse. Da giovedì a oggi, quello di stasera è stato, senza dubbio il miglior paio d’ore.

Domani a quest’ora sarà in ospedale, l’attesa è finita, iniziamo a guarire.