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Torniamo in Burkina Faso

Domenica, 27 Dicembre 2009

Siamo arrivati al quinto viaggio e come la prima volta, non vediamo l’ora di partire. In questo viaggio andremo a verificare il regolare avanzamento dei progetti attualmente in corso e resi possibile dall’aiuto di tanti amici. Siamo curiosi di vedere come procedono le nostre care “infermiere di villaggio” a cui abbiamo affidato il compito di medicare le piccole ferite che quotidianamente i bambini di Nanoro come tutti i bambini del mondo si procurano correndo e giocando. Questo piccolo progetto è per noi molto importante perché oltre ad evitare che semplici sbucciature degenerino in gravi infezioni ( a volte anche mortali), promuove dal basso una cultura della salute e cura personale e  ultimo ma non meno importante aspetto produce una fonte di reddito per le nostre “infermiere”, mamme esperte e amorevoli con tutti i loro piccoli pazienti.

Saline medica un ragazzo a Nanoro

Saline medica un ragazzo a Nanoro

Chantal medica una bambina a Nanoro

Chantal medica una bambina a Nanoro

La gestione delle lenzuola bianche per l’ospedale di Nanoro, come già menzionata nei precedenti resoconti è finalmente decollata in maniera efficace e autonoma, costituendo un esempio importante nel panorama sanitario di quel paese. Siamo curiosi di vedere come procede e non mancheremo di assicurarne in futuro il funzionamento.

Anche i nostri piccoli scolari ci attendono e in questo prossimo viaggio andremo a trovarli a scuola e se sarà necessario ne iscriveremo qualcuno in più.

Ma un idea nuova porteremo con noi questa volta, un progetto ambizioso per una associazione piccola come la nostra. Un pozzo. Se una cosa l’abbiamo capita in questi anni in Africa, è che l’acqua pulita è ancora la principale fonte di salute e benessere per la popolazione, e la sua mancanza causa sempre gravi problemi alla sopravvivenza stessa delle persone. Un pozzo per acqua alimentare è per noi ora un obiettivo da realizzare.

Un bambino beve acqua pulita da un pozzo in Burkina Faso

Un bambino beve acqua pulita da un pozzo in Burkina Faso

Abbiamo deciso di partire per la metà di Febbraio e siamo contenti che Camilla, una nostra nuova amica abbia il desiderio di accompagnarci coinvolgendosi in prima persona nei nostri progetti e anche per conoscere di persona i bambini da lei adottati.

Ci fa molto piacere che i nostri amici sentano il bisogno e il piacere di coinvolgersi personalmente nella nostra attività anche per creare una continuità operativa che possa guardare avanti nel tempo con fiducia.

A presto!

15.000 Watt dal sole del Burkina Faso

Giovedì, 2 Luglio 2009

Di recente è stato innaugurato il nuovo reparto di Pediatria dell’Ospedale Camilliano di Nanoro. Dalla sua fondazione ad oggi il CMA (così si chiama) si è sviluppato moltissimo passando sa un semplice ambulatorio di campagna ad un ospedale quasi europeo. Molte cose ancora possono essere fatte, una fra tutte l’espansione dell’impianto fotovoltaico. A Nanoro la linea elettrica non è ancora arrivata e il CMA ha una bolletta energetica di circa 3000€ mensili per il gasolio dei generatori. Potenziare l’impianto fotovoltaico è un passo cruciale per assicurare il funzionamento dei reparti e immaginare una loro futura espansione. Ormai da un anno è in corso una campagna per dotare il centro di un nuovo impianto da 15 Kilowatt, come associazione ci siamo presi l’impegno di partecipare all’impresa acquistando quanti più pannelli possibili. Attualmente ne abbiamo spediti a Nanoro 10, ogni pannello costa installato circa 857,00€ per una potenza di 175 Wp (Watt-picco). Chiunque volesse partecipare all’impresa ci contatti pure.

Disinfettante allo Jodio colloidale (Povidone)

Giovedì, 2 Luglio 2009

L’anno scorso rispondendo ad un suggerimento del Dottor Capponi abbiamo portato con noi a Nanoro 1Kg di disinfettante concentrato in polvere ed altri prodotti chimici con i quali abbiamo potuto produrre IN LOCO circa 10 Litri di disinfettante per Sala operatoria. Se si considera che normalmente un flacone da 200ml di disinfettante pronto, costa in media 3€ non è difficile comprendere l’utilità di questa semplice operazione. Nel nostro prossimo viaggio cercheremo di portarne un po di più.

Con il prodotto in polvere è anche possibile produrre pomata per disinfettare piccole ferite, siamo riusciti a farne qualche chilo e l’abbiamo data alle scuole per gli usi quotidiani. in questo modo contiamo di favorire anche un po’ di educazione sanitaria. Non ci è sembrato possibile vedere come ferite da niente, non disinfettate potessero trasformarsi in devastanti piaghe e in amputazioni.

Burraco

Giovedì, 2 Luglio 2009

Il 3 aprile scorso si è svolto a Brescia un torneo di burraco, le quote di partecipazione sono state devolute per intero alla raccolta fondi per l’acquisto di un elettrobisturi nuovo all’ ospedale di Nanoro. Questo strumento costa più o meno  6/7000€. Ne sono stati raccolti 4400 se riusciremo a fare un altro torneo prima di partire in settebre potremo portarlo direttamente al Dottor Capponi.

Io ritorno a casa

Martedì, 6 Gennaio 2009

Il giorno 27 di dicembre 2008, Fatimatà e Suor Felicité si sono imbarcate all’aeroporto di Venezia per tornare in Burkina Faso. Grazie alla dieta natalizia, Fatimatà si porterà a casa qualche chiletto in più che non guasta mai. Dal canto nostro non possiamo che combattere la nostalgia con la gioia leggibile sui suoi occhi. Fatimatà torna a casa felice di essere guarita, felice di rivedere la sua mamma e forse anche felice di lasciare il freddo inverno bresciano.

Fatimatà torna a casa!

Fatimatà torna a casa!

Per quanto mi riguarda se gli impegni di lavoro me lo permetteranno ho in programma di partire per il Burkina Faso a marzo.

Per ora, in bocca al lupo Fatì!!

Giovedì 4 Dicembre 2008

Giovedì, 4 Dicembre 2008

Ore 7:30, preparazione all’intervento e trasferimento al Blocco Operatorio. Ore 21:00 circa, fine intervento e trasferimento in Rianimazione Post-operatoria. Fatimatà ha resistito brillantemente, è stata Bravissima! Altrettanto lo sono stati i neurochirurghi, l’anestesista ed il personale tutto di sala operatoria.

Domani si entra…

Lunedì, 1 Dicembre 2008

Si! Domani pomeriggio finalmente Fatimatà entrerà in ospedale. E’ per tutti un’ottima notizia. A casa fino ad ora siamo riusciti a darle tutta l’assistenza necessaria ma si tratta pur sempre di un’attesa tanto più dura quanto più evidenti sono i segnali della sua sofferenza. Fatimatà trascorre gran parte del suo tempo a letto, dormendo o cercando di dormire, non risponde volentieri agli stimoli e la compagnia, anche quella degli altri bambini pare più un peso che un piacere. Spesso fatica a finire il pasto, mostrando una chiara volontà di sdraiarsi. La luce la disturba e il dolore per l’occhio con l’ulcera corneale la obbliga a tenere quasi sempre gli occhi chiusi anche quando mangia e non proferisce parola. Questa sera a cena è andata meglio. Aiutata a mangiare, Fatimatà ha finito tutto il suo piatto, più i mandarini, che le piacciono molto e una mezza fetta di pandoro. Prima di cena ha preso l’antibiotico e un farmaco che aiuta il suo cervello a sopportare la pressione esercitata dal tumore. E’ questa pressione che crea lo stato di torpore doloroso in cui si trova la maggior parte del tempo. Normalmente dopo cena Suor Feicitè la prepara per andare a letto e in ultimo c’è la medicazione dell’occhio sinistro, molto infiammato e gonfio. Se pur imbevuta di unguento, la garza che bisogna applicarle le da molto dolore, rendendo questa operazione abbastanza traumatica. Per tutti. Non è possibile lasciare l’occhio scoperto, tuttavia stavolta abbiamo provato a sostituire la garza con una coppetta di plastica che appoggiando sulla pelle tutta intorno all’orbita non tocca in nessun modo l’occhio. Avevamo provato anche due giorni fa questa soluzione tra l’altro suggeritaci dall’oculista, e tutto sommato ci sembra la soluzione migliore; la protegge bene e non esercita nessuna pressione sulla parte dolorante. Mentre Suor Felicitè la preparava abbiamo notato con piacere che l’occhio destro era aperto e che Fatimatà si guardava tranquillamente intorno senza segni di sofferenza. Anche la risposta agli stimoli era abbastanza buona e siamo riusciti a strapparle un sorriso. Dal momento che sembrava reagire bene, abbiamo provato a mostrarle un pezzetto del film Kiriku, che ha guardato per diverso tempo con attenzione mostrando segni di interesse. Da giovedì a oggi, quello di stasera è stato, senza dubbio il miglior paio d’ore.

Domani a quest’ora sarà in ospedale, l’attesa è finita, iniziamo a guarire.

Aggiornamenti e considerazioni

Giovedì, 27 Novembre 2008

Questa sera a cena Fatimatà si è mostrata più presente e un po’ meno apatica. Tutto sommato un’ottima impressione. Riusciamo solo a immaginare cosa possa provare e il costante incalzare di esperienze, che quando sono solo nuove va ancora bene. Iniziando dagli aerei, due, che ha dovuto prendere e le 12 ore circa di viaggio, per non parlare dei 25/30 gradi di temperatura in meno, il freddo intenso, anche se amorevolmente vestita e coperta a dovere dalla sua accompagnatrice Suor Felicitè, il traffico autostradale dell’A4, la città e subito l’ospedale per la prima indispensabile visita oculistica. Una quantità e varietà di stranezze vissute nell’arco di una manciata di ore. Aggiungendo che si trova in precarie condizioni di salute e il dolore che sta provando, ci è difficile immaginare la portata del carico emotivo che sta sopportando. Non siamo riusciti a chiamare i suoi in Burkina perchè non hanno il telefono, ci piacerebbe che potesse sentire la sua mamma e per domattina abbiamo fissato con loro un appuntamento telefonico presso l’ambulatorio medico del suo villaggio. Sempre domani verrà visitata dai pediatri, i neurochirurghi e ancora l’oculista. Inizia per lei un percorso fatto di esami e visite che precedono l’intervento, molto difficile e duro per una bimba di soli 10 anni. Aiutarla con tutte le nostre forze ad affrontalo, è da questo momento il nostro scopo.

Finalmente!!!

Giovedì, 27 Novembre 2008

Questa mattina alle 10:40 è atterrato all’aeroporto di Verona l’aereo che ha portato in Italia Fatimatà e Suor Felicité. In questo momento, alle 5 di pomeriggio, stanno entrambe riposando serenamente a casa di Cristina e Filippo. Il mese di telefonate assillanti alle ambasciate e documenti di tutti i tipi, hanno prodotto davvero i frutti sperati. Questa notte erano in volo e finalmente sono arrivate.

Purtroppo il mese trascorso dall’ultima volta che Filippo ha visitato la bambina, inevitabilmente non ha potuto che far peggiorare la situazione e abbiamo trovato Fatimatà molto dolorante e abbattuta. Anche per questo motivo, già alle 12 circa è stata visitata e medicata da una oculista che ha riscontrato la presenza di una ulcera corneale (ferita sulla superficie dell’occhio). La dottoressa stessa ci ha confermato che ferite di questo tipo sono estremamente dolorose. Nei prossimi giorni Fatimatà inizierà una serie di esami preliminari indispensabili per l’intervento che in ogni caso, vista la situazione, gli stessi medici coinvolti ritengono debba essere fatto al più presto. Per chi ancora non lo sapesse Fatimatà ha un tumore benigno che da diverso tempo cresce all’interno del suo cranio. Questo tumore le comprime il cervello e spinge in fuori l’occhio sinistro che ormai è quasi integralmente esposto. La malattia in se non sarebbe neanche delle peggiori che possono capitare i questa parte del corpo, tuttavia è ormai in uno stadio talmente avanzato da comportare complicazioni e rischi anche non del tutto prevedibili. In questo momento non possiamo nascondere una certa tensione, tuttavia, averle intraviste tra le porte scorrevoli del terminal arrivi dell’aeroporto è stato per noi motivo di grande sollievo.

Imprevisti a parte, ora ci sono tutti i presupposti perchè la vicenda si sviluppi nel migliore dei modi.